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Enjoy Sahara

La mia intervista per EASY TRAVEL HOSTING

Rispondo alle interessantissime domande di EASY TRAVEL HOSTING  https://www.easytravelhosting.com

 

1- Ciao Agnese, benvenuta su Easy Travel Hosting! Enjoy Sahara, un progetto da te ideato e sviluppato assieme a Said e Lapo. Ce ne potresti parlare?
Grazie per avermi dato questa opportunità, sono molto felice di essere qui.
Enjoy Sahara nasce da un mio bisogno di mantenere un cordone ombelicale con il Marocco. Infatti dopo un primo viaggio, avvenuto in seguito a un lungo periodo per me doloroso e infelice,  ho sentito il richiamo e la necessità di intrecciare la mia vita con il Marocco. Quel primo viaggio per me è stato inspiegabilmente magico, mi sono perdonata, ritrovata e riscoperta. Ho come avuto l’illuminazione e la consapevolezza di voler creare una creatura tutta mia, che il famoso posto fisso non fa per me e sono profondamente convinta che il Marocco riesca a tirar fuori la miglior versione di me stessa. È il mio posto nel mondo, il deserto è il luogo che mi permette di mettermi a nudo, come se mi vedessi in uno specchio e mi facesse vedere chi sono davvero, con pregi e difetti,  la vera essenza di me stessa, senza filtri.
Said invece è il mio collaboratore fidato, è nato in una famiglia nomade, si è poi traferito a Merzouga, villaggio alle porte del Sahara, dove c’è anche la nostra base. Terminate le scuole, ha cominciato a lavorare nel turismo, appassionandosi a questo lavoro, raccontando anche la sua storia e mettendo a disposizione la grande conoscienza che ha del suo paese.
Enjoy Sahara non esisterebbe se non ci fosse uno di noi due, siamo complementari.
2- I tour che proponi sono favolosi, qual’è il tuo preferito e perché?
Grazie! I nostri tour possono essere rivisti e programmati in base alle esigenze e ai desideri di ogni cliente. Si può decidere insieme la durata, l’itinerario e anche il tipo di alloggio.
Il mio tour preferito è senza ombra di dubbio quello che parte da Marrakech e arriva a Merzouga, passando dall’Alto Atlante. Come spesso racconto, per me quella strada ha una potenza straordinaria, c’è racchiusa l’anima più profonda di questo paese. Si passa dalla bellissima frenesia di una città come Marrakech, a villaggi berberi e Kasbah arroccati nella terra rossa. C’è una varietà di paesaggi incredibili, con sfumature di colori di una bellezza rara. Per poi arrivare nel deserto Erg-Chebbi, parte del Sahara, che è di sabbia e roccia, abitato quasi esclusivamente da berberi, alcuni di loro ancora nomadi. I berberi sono il popolo autoctono del Marocco, prima dell’arrivo degli arabi. Sono un popolo straordinario, estremamente generoso e accogliente, ma anche forte e radicato alle proprie tradizioni.
3- Il Covid ha messo a dura prova tutte le attività legate al turismo. Qual’è la tua esperienza, come hai reagito e come vedi il futuro?
Il covid a noi ci ha bloccato completamente, un anno siamo riusciti a reggerlo, ma ora comincia ad essere davvero dura, soprattutto in un paese dove i sussidi non sono arrivati. Ho visto partire tanti ragazzi, nella speranza di trovare un futuro migliore, percorrendo strade pericolose e difficili. Noi stiamo cercando di non perdere la speranza e abbiamo lavorato sodo per poter ricominciare al meglio. Ho voluto anche aggiungere al nostro progetto due esperienze da poter fare nel nostro villaggio, a Merzouga: le cooking-class e l’henna tatoo. Sono entrambe due attività che al centro vedono la donna. Infatti entrambe saranno gestite da due donne del villaggio, con la nostra presenza. Ho cercato, da una parte che il viaggiatore avesse la possibilità di entrare in contatto con anche la figura femminile, non essendo sempre facile e poi volevo dare a loro la possibilità di avere una piccola indipendenza economica. Proprio seguendo questo pensiero durante il lockdown, mentre ero a Merzouga, ho creato una piccola collezione di tre prodotti della tradizione berbera con il prezioso aiuto di queste donne. È stato molto apprezzato, perciò sto dando vita anche a un piccolo e-commerce per vendere questi prodotti e non solo.
4- Come mai hai deciso di aprire una tua attività invece di scegliere un lavoro da impiegata, e consiglieresti ad un’altra donna, in un momento come questo, di fare un salto del genere?
Io credo che ognuna di noi dovrebbe essere libera di scegliere, senza farsi incastrare in schemi che la società ci impone. Per molti anni mi sono sentita in difetto, sbagliata, incastrata, un pesce fuor d’acqua perché non riuscivo a desiderare un posto fisso e un tempo indeterminato, solo il pensiero mi toglieva l’aria. Quando ho capito e accettato che io volevo avere una mia attività, che volevo essere il capo di me stessa, che in dei giorni avrei lavorato 14 ore e in dei giorni 0, mi è cambiata la vita. Credo anche che non bisogna farsi paralizzare dalla paura del cambiamento, è giusto dialogare con la paura, perché è normale che esista. Io ho adottato questa tecnica: penso a cosa mi fa più paura e nel caso succedesse questa cosa quale potrebbe essere  il piano B, il mio paracadute, a quel punto mi lancio. Bisogna lanciarsi però, perché il momento perfetto la maggior parte delle volte non esiste e io credo che anche nei momenti di grande difficoltà poi la soluzione si possa trovare, abbiamo più forza di quanto crediamo.
5- Come saprai Easy Travel Hosting utilizza energie rinnovabili ed eco-sostenibili per alimentare i propri server. Inoltre viene piantato un albero per ogni nuovo hosting, aiutando in modo attivo la riforestazione e l’assorbimento di CO2. Cosa pensi di questo progetto ed in generale, pensi sia importante ricercare uno stile di vita più sostenibile?
Assolutamente, bellissima idea! Ecco, questa è una cosa che mi terrorizza, l’idea che il genere umano stia distruggendo il nostro bellissimo pianeta, mi fa sentire impotente. Però, c’è un però, io con le mie azioni quotidiane posso rallentare questo processo e se noi tutti ci impegniamo a fare un pochino, forse c’è ancora speranza, o se non altro è l’unico modo per renderci meno responsabili di ciò che sta accadendo. Credo che ognuno può cominciare da un qualcosa, anche se piccolo.
Ad esempio, nel mio villaggio, sopratutto un po’ fuori, c’è un problema con lo smaltimento dei rifiuti e alcuni prodotti, come gli assorbenti, non sono sempre reperibili. Così sono passata alla coppetta e agli slip lavabili. Quando vado poi faccio scorta dall’italia di prodotti solidi. Stando nel deserto, mi sono inoltre accorta di quante cose superflue avevo e quindi non sto comprando praticamente più niente di nuovo, a meno che non sia davvero necessario. Prima di fare un nuovo acquisto mi chiedo se ne ho davvero bisogno.
Poi, quando vado a fare la spesa, cerco di portarmi dietro la mia borsa di stoffa, per evitare le buste di plastica.
Una cosa su cui devo ancora lavorare invece è l’utilizzo di acqua in bottiglia, a casa utilizziamo l’acqua del pozzo, ma purtroppo, per me non è ancora sicuro berla e quindi per ora il compromesso è l’utilizzo di grandi boccioni d’acqua.
Grazie per avermi ospitata, vi aspetto tutti nel deserto!

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