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Matrimonio tradizionale berbero a Merzouga

l matrimonio berbero tradizionale dura in genere tre giorni, sono tre giorni di festa, che però non hanno valenza legale. Per sposarsi legalmente infatti la coppia va circa una settimana prima al comune più vicino, insieme a quattro testimoni a depositare le firme, in questo modo sono già legalmente sposati, ma generalmente aspettano comunque i tre giorni di festeggiamenti tradizionali per considerarsi davvero marito e moglie.

Dovete sapere infatti, che i berberi sono un popolo molto geloso delle proprie tradizioni e della loro lingua e in occidente erroneamente vengono spesso assimilati agli arabi.

Generalmente la conoscenza fra la coppia è molto poco approfondita, a meno che i due non si conoscano fin da piccoli o dalle scuole. Il giovane uomo quando decide quale donna vuole sposare lo comunica ai genitori, i quali vanno a chiedere la mano della ragazza, lei può anche decidere di non accettare e aspettare un’altra proposta.

Il matrimonio appunto dura generalmente tre giorni

Il primo giorno, quattro persone della famiglia dello sposo, o vicine a lui, vanno alla casa della sposa portando varie cose che il futuro sposo ha acquistato per lei, come vestiti e gioielli. Si cantano canzoni e la sera tornano alla loro casa.

Viene poi fatta la cerimonia dell’hennè, allo sposo vengono colorati i palmi e le piante dei piedi. Alla sposa vengono fatti disegni molto complessi, spesso lo fa una madrina, che è l’addetta a seguirla, prepararla e aiutarla in questi giorni di festa.

I vestiti tradizionali sono per entrambi bianchi, un bianco sgargiante per lei e uno più opaco per lui. Moglie e marito sono coperti da dei drappi rossi/aranci, all’uomo gli si vedono solo gli occhi, la donna invece ha un cappuccio su tutta la testa. Le scarpe di lui sono bianche a punta, quelle di lei invece sul fucsia con dei pon-pon. Lei indossa anche gioielli preziosi e una grande collana d’ambra.

La donna in questi tre giorni rimane sempre coperta e non può essere vista, fino al terzo giorno dopo il tramonto, le persone che vanno a trovarla non la possono infatti vedere in faccia, solo i famigliari possono.

Il secondo giorno la sposa e tutta la sua famiglia si sposta a casa dello sposo, ma i due continuano a stare separati. Spesso lo sposo, va ospite in una casa dei vicini. Cominciano quindi le processioni d’invitati e conoscenti che vanno a salutarli e portano loro dei regali.

Dopo, i due sposi vengono ricongiunti e comincia un corteo di uomini e donne ed è il momento in cui viene sacrificato un montone simbolo di ricchezza, benessere e di buono auspicio. Finita questa processione gli sposi si separano nuovamente. Le donne cominciano a cucinare e poi tutti gli uomini invitati vanno a mangiare, una volta che hanno finito loro è il turno delle donne e poi si ricomincia di nuovo con balli e canti.

La sposa, sempre al riparo da occhi indiscreti, viene truccata dalla madrina, mastica le foglie di una pianta che fa colorare i denti di rosso, per esaltarne la bellezza secondo la tradizione e viene truccata anche in viso con lo zafferano e con il kajal per gli occhi.

Questo secondo giorno termina anche con la prima notte insieme degli sposi, se lo sposo si accorge che la sposa non è vergine e non ne era a conoscenza può decidere di interrompere il matrimonio. Con le nuove generazioni menomale questa cosa sta andando persa.

Il terzo giorno passa fra balli e canzoni, in dei momenti separati uomini e donne e in altri insieme. Si crea una fila di uomini vestiti anche loro con abiti bianchi, davanti a loro una fila di donne. Prima cantano gli uomini e poi le donne ripetono le parole della canzone e intanto fanno una danza e suonano le percussioni. Le due file si avvicinano e si allontanano, le donne fanno anche il classico suono con la lingua che oscilla velocemente sul palato, suono per eccellenza di gioia. C’è poi un altro ballo con gli sposi presenti e generalmente dopo il tramonto del terzo giorno si va in processione alla casa dello sposo, sempre facendo danze e canzoni. Arrivati alla casa, la sposa viene scoperta, spesso le vengono messi anche dei soldi intorno alla testa sempre come buon auspicio.

Marito e moglie vanno ufficialmente ad abitare a casa dello sposo.

Per quanto riguarda il cibo, a colazione generalmente si mangia zuppa e una pasta di datteri. Per il pranzo o la cena principale viene offerto dalla famiglia agli invitati del cous cous e un tajine di prugne, uvette, mandorle e carne, dessert e frutta. Poi non mancano mai biscotti, frutta secca, tè e una radice che si mastica per lavare i denti.

Spero di essere riuscita a farvi immergere nel racconto e mi auguro che non scaturiscano giudizi offensivi o generalizzanti, ma solo spunti di riflessione.

Ricordate poi che se andate in Marocco, le donne in generale sono molto restie a farsi riprendere dalla telecamera o farsi fare foto, però è molto facile vederle fra di loro che si riprendono o si fanno foto con i loro cellulari.

Per quanto riguarda la mia esperienza ai matrimoni, per me è stato un grande onore poter prenderne parte. Essendo io donna, ma non parlando ancora fluentemente la lingua e non essendo stata a matrimoni di persone della mia cerchia di amicizie, ho vissuto molto di più la parte dello sposo e frequentato i gruppi di uomini e meno quello delle donne.

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